.....ella
25 aprile
319
aitan
anandamide
annie
aquatarkus
arden
Arimane
astrogigi
astrokudra
battello
biancanera
birambai
Bostoniano
bustrofè
caprette
caracaterina
cartografi
cato
celestemateria
charm
cicabu
cigale
clelia
cochina63
contes
contornianomali
cronomoto
cybbolo
dadostorico
deli
deli metaloghi
diamonds
dodo712
dolittle
elisnelpaese
ellie
ermione64
farolit
Farsergio
flor
florit
Gardenia
giorgioflavio
giowanni
giustosentimento
grazia
gretsch
habanera
harmonia
heteronymos
hladik
ibridi
idakrot
Ihadadream
Il signor Effe
invincibile
irazoqui
junco
ladritta
lam
liberitutti
linodigianni
lis
livio
madeinfranca
madmapelli
majarìe
mammagiovanna
mammalara
manginobrioches
maqrolldeibattelli
maxp
Medicineman
melpunk
melusina
mianonnainca
mics
milosz
mirelladeparis
miskin
mrka
multiversum
naima2
Nic
nikita
notimetolose
nuova
Orasesta
ovidio
Padule
PaoloGalloni
parnaso
Pattinando
petarda
pispa
portamivia
proibito
proteus
quellache
remo bassini
remo2
riccionascosto
ritam
roboris
sabrinamanca
scrignutella
senza
sette
sfirzy
sgnapisvirgola
sirenetta
skipper
Sometime
speedo
stefanopz
stepa
terrabrasilis
toporififi
triana
tristano
ubaldoriccobono
usermax
varasca
verastazioncina
zaritmac
zingarofelice
zop
*loading* amici
In pigrizia (divagazioni orizzontali)
Devo ancora abituarmi al piacere nuovo del martedì che comincia tardi.
Alle dieci.
Per marcare la differenza, non metto su la sveglia.
Tanto, apro gli occhi alla stessa ora, con la variante dell’impigrimento possibile.
Piace.
Aprire gli occhi e tornare a chiuderli.
In quel momento lì, sotto le lenzuola di flanella, nonostante le percezioni siano incrociate e confuse, sono completamente presente a me e al mio corpo.
Anzi, i miei pensieri sono i pensieri del corpo, in un unico passaggio e prestito.
E’ tutto molto vicino, nella posizione rannicchiata.
I pensieri si appoggiano sulle braccia, restano nel giro della prossimità.
Non mi attento neppure ad allungare una gamba per paura di incrociare il freddo del disabitato: qualcuno si è già alzato.
Sto lì nel tepore e basta, in un momento di tempo lento lento lento, affrancato da ogni progetto legato al fare.
Fra un po’ si srotolerà la giornata.
Fra un po’ arriverà il caffè con le prime parole umane.
Fra un po’ emergeranno i pensieri accantonati.
Fra un po’ si guarderà l’orologio e sembrerà già tardi.
Intanto mi godo uno spazio pre-grammaticale: sbadigli, respiri grandi, fruscii, scricchiolii (contenuti) del corpo che si sveglia, stiracchiamenti per far cantare il collo. Un colpettino di tosse (gentile).
Le idee della notte sono ancora vive e fanno fitto.
Potrebbero nascere non-storie.
Non storie un po’ svagate.
Trucioli di legno tenero.
Verrebbe voglia di provarne l’elasticità.
I racconti irregolari della notte non sono mai quelli che riconosci di giorno.
E non so se questo sia del tutto un bene.
E non so se questo sia del tutto un male.
Nel frattempo, Buon giorno J
skipper246 in Facciamo finta ...
Deli in Facciamo finta ...
PrimoCasalini in Facciamo finta ...
habanera2 in Facciamo finta ...
farouche in Facciamo finta ...
farouche in Facciamo finta ...
elisnelpaese in Facciamo finta ...
colfavoredellenebbie in Facciamo finta ...
colfavoredellenebbie in Facciamo finta ...
setteparole in Facciamo finta ...
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003